Esposizione

tempi-di-esposizione-fotografiaIn fotografia, il termine esposizione indica talvolta il periodo di tempo durante il quale l’otturatore della fotocamera rimane aperto nello scatto di una fotografia (vedi: tempo di esposizione); più spesso, in gergo tecnico, la stessa parola indica la quantità  totale di luce che viene fatta giungere alla pellicola (o al sensore nel caso di fotocamere digitali) nel suddetto periodo. L’esposizione si misura in EV (valore di esposizione)ed è determinata con l’ausilio dell’esposimetro.

L’esposizione è definita come:

esposizione = intensità  luminosa — tempo

e può essere descritta come la somma dei fattori di diaframma, tempo di esposizione e velocità  della pellicola. Il rapporto che intercorre tra questi tre elementi è definito come reciprocità . A parità  di condizioni di luce, si ottiene la stessa esposizione se aumentando un fattore se ne diminuisce un altro della stessa quantità . Ad esempio, portando il tempo da 1/250 a 1/500, quindi dimezzando l’esposizione alla luce, si può scegliere se raddoppiare il diaframma oppure aumentare la sensibilità  della pellicola (o del sensore elettronico nelle fotocamere digitali). In entrambi i casi la quantità  di luce che colpirà  la pellicola sarà  la stessa. Ad esempio la terna di valori ISO 100-f/5,6-1/60 è equivalente alle seguenti:

  • ISO 100-f/8-1/30
  • ISO 100-f/4-1/125
  • ISO 100-f/11-1/15
  • ISO 100-f/2,8-1/250
  • ISO 200-f/8-1/60
  • ISO 200-f/11-1/30
  • ISO 200-f/4-1/250
  • ISO 400-f/8-1/125
  • ISO 400-f/5,6-1/250
  • ISO 3200-f/11-1/500

Questa caratteristica permette un elevato controllo sul risultato fotografico.

Le suddette terne pur garantendo la stessa esposizione non danno gli stessi risultati fotografici, infatti all’aumentare dell’apertura del diaframma diminuisce la profondità  di campo della foto, all’aumentare dei tempi di esposizione aumenta il rischio dell’effetto mosso, mentre all’aumentare della sensibilità  della pellicola, aumenta la granularità  dell’immagine.
Il rapporto di reciprocità  è sempre lineare tranne che nelle situazioni in cui il tempo di esposizione è particolarmente breve o molto lungo. In questi casi gli elementi sensibili presenti sulla pellicola non reagiscono allo stesso modo e possono provocare delle dominanti di colore o una risposta alla luce insufficiente. Questo problema, chiamato difetto di reciprocità  (effetto Schwarzschild), può essere corretto con l’utilizzo di filtri colorati nel primo caso, oppure aumentando l’esposizione nel secondo di una quantità  precisa (che varia con il tipo di emulsione usata).

Scegliere l’esposizione corretta è il compito più impegnativo, insieme alla composizione, per il fotografo.

Lo strumento utilizzato per misurare la luce è l’esposimetro, che può essere esterno o interno. La versione esterna permette una misurazione più precisa della luce, in quanto registra la luce incidente il soggetto e non la riflessa, come accade invece con l’esposimetro interno. In quest’ultimo caso, la lettura deve essere compensata pensando alla scena che si intende fotografare. Se si sta inquadrando un oggetto con sfondo molto chiaro, si deve compensare aumentando l’esposizione, in modo da far apparire il soggetto con una luce adeguata. L’attuale tecnologia degli esposimetri interni ha permesso comunque di limitare l’intervento umano utilizzando più sensori all’interno della fotocamera.

Le fotocamere elettroniche o digitali posseggono dei programmi (vari-program) che scelgono la coppia tempo/diaframma più adeguata per la scena inquadrata. Sono presenti anche due programmi che permettono un utilizzo più creativo e determinano automaticamente un tempo adeguato in base al diaframma scelto dal fotografo (priorità  di diaframmi), oppure il diaframma migliore una volta scelto il tempo (priorità  di tempi).

Un soggetto posto in controluce è un caso particolare che può risultare in due diverse interpretazioni. Se desideriamo esporre correttamente il soggetto, è necessario leggere la luce riflessa o incidente sulla superficie dello stesso, ad esempio il volto di una persona. Lo sfondo apparirà  però molto chiaro.

Se desideriamo un effetto di silhouette del soggetto, è necessario esporre per lo sfondo, leggendo la luce alle spalle del soggetto. Quest’ultimo risulterà  scuro se non completamente nero, mentre lo sfondo sarà correttamente esposto.

In alternativa è possibile esporre correttamente lo sfondo e il soggetto in primo piano utilizzando il flash e leggendo la luce sullo sfondo.